Ero indeciso da dove partire nel raccontare l'origine del nome di questo blog. Se partire dall'inizio (troppo scontato), se partire dalla fine (e spoilerare il finale?) o se iniziare con una frase senza senso apparente giusto per dare un pò di suspence.
Alla fine mi sa che la racconto come mi viene e tanti saluti alla consecuzio narrativa.
Il 29 Dicembre 2015, 17 giorni dopo la nascita del mio primogenito (quindi immaginate lo stravolgimento di vita in cui eravamo), ricevo una mail. Ne ricevo parecchie al giorno, quindi questa non dovrebbe essere una grande notizia. Invece lo è. Eccome.
Per farla breve, mi offrivano la possibilità di entrare a far parte di un processo di selezione per quello che definirei senza esitare: "il lavoro dei (miei) sogni". Per dare un'idea, immaginate che da bambini avete sempre giocato a fare gli astronauti ed un giorno vi chiama la NASA per chiedervi se volete non solo salire su uno Space Shuttle ma addirittura essere il comandante di una missione che sbarcherà su Plutone. La vostra prima reazione sarebbe più o meno la stessa che ho avuto io. Dopo aver capito che non era uno scherzo (almeno la risata in faccia a chi mi chiamava gliel'ho risparmiata), ho dato la mia disponibilità perchè "tanto FIGURARSI se mi prendono".
A questo punto devo fare una precisazione importante, ovviamente il posto di lavoro è negli USA. Il che significava dire a mia moglie appena uscita dalla sala parto (a quel tempo con una carica ormonale da far impallidire Hulk), e in piena fase di "madre che costruisce il nido", che forse dovevamo andare dall'altra parte del mondo. Si, ero spacciato. Devo dire che contro ogni aspettativa me la sono cavata alla grande grazie al fatto che la povera donna ne ha sentite di peggio ("Amore, cosa ne dici se accetto un posto di lavoro negli Emirati Arabi?", "Amore, per il mio dottorato vado 3 mesi in Australia e 4 in Svezia", "Ah, amore, mi sono dimenticato di dirti che tra due settimane vado nella giungla ugandese a campionare delle capre", sono alcuni degli esempi più eclatanti) e che, gli ho assicurato (e anche lei era d'accordo, effettivamente) che tanto... FIGURATI se mi prendono mai.
Salto di qualche mese, Marzo 2016. Vinco la selezione, come volevasi dimostrare. E mi organizzano un viaggio di una settimana con tutta la famiglia negli States (prometto che scriverò un post apposta su quella settimana). Vi risparmio le trattative con mia moglie per convincerla a fare un volo di 9 ore con un bimbo di 4 mesi, perchè farei invidia a Ban Ki-Moon. La crisi missilistica USA-Cuba è stato un'azzuffata tra ragazzetti in confronto. Sappiate solo che dopo essere riuscito a convincerla a partire, sono anche riuscito a convincerla a partire-partire. Forse ho sbagliato carriera. Dovevo fare il mediatore per l'FBI. Comunque sia, il risultato è che verso fine anno ci trasferiamo negli states. Per davvero.
E voi direte, e cosa c'entra tutta questa pappardella con il titolo del blog? E' che andremo a vivere ad Annapolis. Ce ne "annamo", ad Annapolis. Si, lo so che è una battuta squallida che fa ridere solo a me (se mi pagassero per dire cag.... sarei miliardario), ma mi è sembrato un titolo di blog più carino di "non potevi mica fare l'idraulico????"1
1 Prima frase uscita dalla bocca di mia moglie un pò ridendo, un pò piangendo, dopo aver accettato di partire-partire.
Alla fine mi sa che la racconto come mi viene e tanti saluti alla consecuzio narrativa.
Il 29 Dicembre 2015, 17 giorni dopo la nascita del mio primogenito (quindi immaginate lo stravolgimento di vita in cui eravamo), ricevo una mail. Ne ricevo parecchie al giorno, quindi questa non dovrebbe essere una grande notizia. Invece lo è. Eccome.
Per farla breve, mi offrivano la possibilità di entrare a far parte di un processo di selezione per quello che definirei senza esitare: "il lavoro dei (miei) sogni". Per dare un'idea, immaginate che da bambini avete sempre giocato a fare gli astronauti ed un giorno vi chiama la NASA per chiedervi se volete non solo salire su uno Space Shuttle ma addirittura essere il comandante di una missione che sbarcherà su Plutone. La vostra prima reazione sarebbe più o meno la stessa che ho avuto io. Dopo aver capito che non era uno scherzo (almeno la risata in faccia a chi mi chiamava gliel'ho risparmiata), ho dato la mia disponibilità perchè "tanto FIGURARSI se mi prendono".
A questo punto devo fare una precisazione importante, ovviamente il posto di lavoro è negli USA. Il che significava dire a mia moglie appena uscita dalla sala parto (a quel tempo con una carica ormonale da far impallidire Hulk), e in piena fase di "madre che costruisce il nido", che forse dovevamo andare dall'altra parte del mondo. Si, ero spacciato. Devo dire che contro ogni aspettativa me la sono cavata alla grande grazie al fatto che la povera donna ne ha sentite di peggio ("Amore, cosa ne dici se accetto un posto di lavoro negli Emirati Arabi?", "Amore, per il mio dottorato vado 3 mesi in Australia e 4 in Svezia", "Ah, amore, mi sono dimenticato di dirti che tra due settimane vado nella giungla ugandese a campionare delle capre", sono alcuni degli esempi più eclatanti) e che, gli ho assicurato (e anche lei era d'accordo, effettivamente) che tanto... FIGURATI se mi prendono mai.
Salto di qualche mese, Marzo 2016. Vinco la selezione, come volevasi dimostrare. E mi organizzano un viaggio di una settimana con tutta la famiglia negli States (prometto che scriverò un post apposta su quella settimana). Vi risparmio le trattative con mia moglie per convincerla a fare un volo di 9 ore con un bimbo di 4 mesi, perchè farei invidia a Ban Ki-Moon. La crisi missilistica USA-Cuba è stato un'azzuffata tra ragazzetti in confronto. Sappiate solo che dopo essere riuscito a convincerla a partire, sono anche riuscito a convincerla a partire-partire. Forse ho sbagliato carriera. Dovevo fare il mediatore per l'FBI. Comunque sia, il risultato è che verso fine anno ci trasferiamo negli states. Per davvero.
E voi direte, e cosa c'entra tutta questa pappardella con il titolo del blog? E' che andremo a vivere ad Annapolis. Ce ne "annamo", ad Annapolis. Si, lo so che è una battuta squallida che fa ridere solo a me (se mi pagassero per dire cag.... sarei miliardario), ma mi è sembrato un titolo di blog più carino di "non potevi mica fare l'idraulico????"1
[..I'll be back..]
1 Prima frase uscita dalla bocca di mia moglie un pò ridendo, un pò piangendo, dopo aver accettato di partire-partire.