giovedì 22 dicembre 2016

Stronzi patentati

Ho spesso scritto di come le cose in America funzionino in confronto con l’Italia. Spesse volte meglio, nella stragrande maggioranza dei casi semplicemente in modo diverso, poche volte peggio. In rapporto percentuale oserei dire 30:60:10.
Oggi voglio concentrarmi su un unico esempio dentro quei 10 dove, seppur inefficiente, la burocrazia italiana spacca letteralmente il c**o a quella americana.
Parliamo di MVA, la locale versione della motorizzazione. Se avete visto Zootopia, avete capito dove vado a parare. Ma credetemi: gli autori del cartone non potevano fare una rappresentazione piu vera di quella.  E vi diro’ di piu, ci sono andati anche leggeri. Impiegati ignoranti come delle capre, burocrati completamente decerebrati, con una voglia di lavorare pari a quella che hai tu quando devi alzarti al mattino una domenica piovosa e fredda.
Fatto sta’ che come tutti gli stranieri (tranne i piu civili francesi e tedeschi che hanno stipulato degli accordi bilaterali quindi si vedono bellamente scambiare una patente per un'altra, stile figurine panini) la trafila per ottenere la patente me la son dovuta sorbire pure io. Quindi mi e’ toccato, udite udite, affrontare il mio terzo esame per la patente. Peso di detenere un record, dovrei scrivere a quelli del Guinness dei primati per la categoria “pirla che hanno fatto piu esami della patente al mondo”. Ho fatto esami in argentina, in italia e in USA. Forse e’ meglio se chiamo a quelli DELLA Guinness, invece, cosi’ almeno non me la prendo cosi tanto.
Allora l’odissea per il piccolo straniero inizia con la richiesta di un’appuntamento. Per capire cosa serve e quando portare tutti i documenti necessari (sono un bel po’) ci vuole un esperto. O molta pazienza per districarsi tra tutte le opzioni possibili e immaginabili. Ma diciamo che alla fine uno (su mille) ce la fa. Prende il suo appuntamento (il n.1) e tutto speranzoso si presenta all’orario dell’appuntamento. Lasciamo perdere le 2 ore di attesa per essere serviti. Parliamo invece del fatto che quella documentazione dice che uno deve fare un corso di 3 ore (dove essenzialmente ti insegnano che non devi bere ne drogarti se poi guidi, perche’ fa male). Ma non dice che devi PRIMA fare l’esame e POI presentarti con i documenti.  Quindi viaggio n.1 a vuoto. Allora di corsa, vai e fai il corso (che fortunatamente si puo fare online). Ma l’esame lo devi fare di persona, quindi guida per 40 minuti a fare sto esame. Paga i 40$, fai l’esame (in 5 minuti) e riguida a casa per altri 40 minuti. E prendi un altro appuntamento con l’MVA (in n.2). Arrivi, aspetti, stranamente poco, e ti trovi una impiegata.. che dico impiegata, una impegnata nel rompere i maroni. Probabilmente la suddetta impegnata era all’apice di una sindrome premestruale mostruosa, era stata appena insultata da un italoargentino, oppure qualcuno con delle sopracciglia esagerate le aveva dato della mignotta. Altrimenti non si spiega. La tizia e' andata documento per documento, intenta a cercare ogni singolo appiglio per dire che qualcosa non andava bene, che non era sufficiente, che non si leggeva. Ha addirittura letto il contratto di affitto e controllato che ci fossero tutte le firme! Dopo un ora di battaglia, con evidente dispiacere e sconforto, si e’ dovuta arrendere al fatto che i documenti andavano bene. Mi e' sembrato di avvertire la versione americana di un "eccheccazzo" mugugnato tra dente e dente. Comunque, un ora dopo, ero catapultato con un paio di abbai verso la zona per fare l’esame teorico, quello vero. 
Finito in 10 minuti, avevo finalmente il visto buono per fare l’esame di guida. E ho pensato. Dai, 2/3 fatta, ci siamo quasi. Illuso.
L’appuntamento n.3 e’ stato quello per fare l’esame di guida. Rinviato perche’ nel contratto di affitto della macchina c’era il nome della vale. E devono avere il mio nome su.
L’appuntamento n.4 e’ andato anche peggio. Arrivo con la mia macchina affittata a mio nome, quindi penso: adesso ci siamo. E invece no. Negato l’accesso perche’ senza assicurazione. Ovviamente l’assicurazione c’era perche’ e’ una fottuta macchina affittata, ma non c’era scritto su che l’assicurazione copriva tutti i passeggeri. Alla domanda “allora che tipo di assicurazione devo fare per fare l’esame” mi viene detto “non so, ma li non c’e’”. Giuro. Mi ha risposto cosi. Per non farmi arrestare subito, ho ingoiato il rospo senza manco un vaffanculassorrata sussurrato e sono tornato a casa. Allora passo al livello successivo. Ahhhh non vuoi la macchina affittata? Allora ne compro una. Presa la macchina e l’appuntamento n.5, arrivo dicendo adesso si si. Non puoi non farmi fare l’esame. E invece… niente, si ritorna a casa perche’ non hanno registrato l’appuntamento. Anche se l’appuntamento l’ho preso davanti al tizio, siccome non c’era niente sul suo registro, non c’era appuntamento. Quindi niente esame.
Appuntamento n.6 rinviato per motivi lavorativi.
Appuntamento n.7, mi presento con piu documenti degli avvocati di Sollecito al processo di appello. Ero un armadietto di documenti con zampe. Porto copia scritta di appuntamento, copia e stracopia di assicurazione e libretto di circolazione, atto di propieta e bolla papale firmata dagli ultimi 3 papi. Si, Wojtyla si e’ alzato dalla tomba impietosito dalla situazione e c’ha pizzato una firma anche lui.  Nel momento di consegnare, PANICO. Vedo che nell’atto di proprieta temporaneo dice che la macchina e’ verde… la mia e’ bianca. Penso: tutto e’ perduto e vado all’appuntamento n.8… e invece…. Nessuno dice niente e mi mandando a fare la coda per fare l’esame.
Aspetto, aspetto, aspetto 2 ore… e finalmente arriva il mio turno. Ancora il terrore quando l’esaminatrice prende tutti i miei documenti , e mi dice: “aspetti un momentl”. E se ne va dentro a uno stanzino.  … i minuti passano…. E io attendo nervoso. Dopo 20 minuti (giuro) la tizia esce e mi dice: “andiamo”. “E andiamo” dico io.
L’esame pensavo fosse piu semplice, a dire il vero. Non che sia difficile, ma comunque mentre guidi ti chiede qual’e’ la velocita’ massima (appena passi il cartello che a indica), cosa significano i cartelli, devi ovviamente rispettare tutto e tutti, insomma… non e’ una cazzatina buttata li. Neanche l’esame piu difficile del mondo, intendiamoci.
Ero nervoso, lo ammetto. Dopo 7 tentativi falliti non potevo continuare ad andare avanti indietro dalla motorizzazione. La vale gia pensava che erano scuse per incontrarmi con un’amante, il capo pensava che uscivo a farmi i cazzi miei, insomma… la gente iniziava a pensare che fosse tutto una montantura. Perche’ non si puo’ essere cosi’ stronzi. Oppure si.

Comunque la mia patente l’ho ottenuta. Ma l’odissea non e’ finita.

Questa settimana tocca alla Vale…. the show is on again!



venerdì 9 dicembre 2016

PIU PILU PER TUTTI

Eccomi finalmente a dare il mio contributo di sommo spessore al blog...tutti si aspetteranno un post intenso, pieno di profondi sentimenti e profonde emozioni a fronte di questi primi 2 mesi e mezzo passati qua su suolo ammmerigano...e invece no!!! Vi risparmio menate mentali e paturnie varie che già ci affliggono quotidianamente e ho deciso di dare il mio contributo parlandovi di una cosa di cui Eze mai avrebbe comunque scritto: La ceretta in America.
Dunque, premessa, io sono sempre stata ceretta addicted e da 20 anni vado dalla simpatica Signora Irene (che pur avendo mille milioni di anni, ha la pelle più bella e curata della mia) e dalle sue ragazze: Graziella, Alessia e Luisella....che saluto molto caramente, per altro...
Sono sempre stata soddisfattissima dei risultati ottenuti e odio tutto ciò che non è ceretta, perché io c'ho il pelo complesso.
Arrivata qua ho chiesto subito alle italiane di zona un consiglio in merito alla famosa wax (ceretta in inglese per gli 'gnurant come me) e tutte mi hanno detto "ma ‪sei‬ matta? Costa un botto? Io me la faccio a casa. Io ho il silkepil. Io me la faccio da sola. Io uso la lametta"... insomma, non mi sono state di grande aiuto, ma non potevo scoraggiarmi così e allora ho deciso di prenotarne una nel fantastico centro Aveda esattamente sotto casa (almeno non dovevo prendere su la macchina e potevo scendere in tuta)...ok, prenoto gamba intera e bikini...mah, deduco sia inguine e mi metto il cuore in pace...
Arriva il giorno tanto atteso, entro nel fantastico salone, metto subito in chiaro che non parlo una fava di inglese così non devo fare conversation e loro mi chiedono se voglio un the o un caffè e mi danno un questionario... un questionario?!? Mi domando...e per cosa?!? Boh la tipa capisce il mio stupore e mi dice solo di firmare in basso...morale, chissà che cacchio ho firmato!
Arriva la donzella incaricata di farmi sta wax e scatta la prima figura di m**** perché mi porta in una stanza con musica, candele, lettino enorme e riscaldato e io dico "ah ma no, io ho prenotato una ceretta, non un massaggio " e la mia amica Carrie (in realtà non credo si chiami così, ma fa molto "Sex and the City" quindi le lasciamo Carrie) mi sorride e placidamente mi dice "lo so, lo so, questo è per la ceretta", probabilmente pensando che vivo nel Burundi...e io che pensavo alla mia Graziella della Signora Irene e alle sue cabine retró anni '80...ahahahahahaha...
Perfetto, salgo sul lettino e inizia l'operazione di disboscamento...dunque, non per fare i soliti paragoni, ma memore di Graziella, della sua rapidità (35 min gamba intera e inguine) e del suo non star tanto lì a guardà er capello, mi trovo davanti una che ad ogni strappo mi disinfetta la gamba e soffia sulla cera...ci ha impiegato più di un'ora per le gambe e per l'inguine!!! Oh bello eh il lettino riscaldato, ma se ci diamo una mossa magari è meglio...per altro risultato per le gambe: discreto, ma per l'inguine NON CI SIAMO PROPRIO!!! Mmmmmvabehhhh....dopo un'ora vado a pagare, e udite udite, le italiane c'avevano proprio ragione!!!! Notare che in Italia un prezzo medio per gambe e inguine è circa 40€ (io pago meno, ma lasciamo stare) e qua ho speso la bellezza di 99$ (con sconto)!!!!NOVANTANOVE DOLLARI?!?!? Ma sono pazzi?!? Per altro per un risultato non soddisfacente...
Prima di pagare la tipa della cassa mi chiede se voglio una busta e io penso "sto paese di spreconi, ti vogliono mettere la ricevuta in una busta...machemenefaccio?!?"...così le rispondo di no e me ne vado...non sapendo, ovviamente, che si era appena consumata la seconda figura di m****...
Il giorno dopo, parlando con Rita, la mia mitica vicina californiana che parla benissimo l'Italiano, e memore di un post che avevo letto on line (ah a proposito, grazie ancora Giulia), mi si insinua il dubbio di aver cazzato qualcosa al momento di pagare per la mia costosissima ceretta: quella famosa busta che mi avevano chiesto se volevo, era per la mancia che qui, ovviamente, danno anche nei saloni estetici a parrucchieri, estetiste, massaggiatrici...aaaaazzzz, ottimo Vale, avran pensato "ma guarda te sta italiana morta di fame che manco lascia la mancia"....mmmmm che palle sta storia della tip, così con la vicina ritorno al salone scusandomi della mia mancanza (e dentro di me pensavo: MA QUALE MANCANZA!!!!! HO SPESO 100 $ PER UNA CERETTA FATTA COL C*** E TI DEVO PURE LASCIARE LA MANCIA?!? Mmmmmmm....) e lasciando una mini mancia alla mia amica Carrie (che poi ho scoperto chiamarsi Kira).
Morale della storia:
1) la mia mitica Graziella qua diventerebbe milionaria per come fa la ceretta lei, anzi, un appello alla signora Irene ad aprire una filiale di "Estetica Barabaschi" qua ad Annapolis che gli facciamo vedere noi a sti ammmerigani come si strappano i peli.
2) mio malgrado e per evitare di andare in bancarotta, ho comprato l'ultimo modello di Silkepil sul mio mitico ‪Amazon.com‬ e vediamo come andrà...ma prometto che sta volta il post post-silkepil (scusate il giro di parole) ve lo risparmio....e come direbbe il buon vecchio Antonio Albanese: PIU' PILU PER TUTTI!!!