venerdì 23 settembre 2016

Mastro Gepetto 2.0

L’ultima settimana in america e’ stata un compendio di situazioni e sensazioni strane. Sapevo sarebbero stati 5 o 6 giorni intensi, sia dal punto di vista fisico che mentale ma, sinceramente, non mi aspettavo tanto.
Partiamo con ordine. C’eeeeeera una volta…. un sabato mattina ad Annapolis. E quando dico mattina, dico le 5 di mattina. Perche’ potro’ star qui senza figlio e moglie, ma quando sei una testadica**o, e lo sei fino in fondo come me, il tuo cervello si rifiuta di rilassarsi e ti sveglia ad orari improponibili. Amen. Sveglia alle 5, colazione italiana - almeno quella - con cappuccio fatto con la mia nuovissima Nespresso rosso-ferrari e l’aeroccino - quella fantastica e cara-arrabbiata macchinetta della nespresso per fare la schiuma del cappuccio - succo di arancia (servito dal bidone gigante, ovviamente), yogurt alla fragola e fetta di pane alla nutella. Perche’, come dicevo nel post precedente, dove c’e’ nutella c’e’ casa (o era la Barilla? A proposito, era Giovanni o Enrico il nome del signor Barilla? Dovro’ scoprirlo… :-) ). Comunque sia, casa vuota, senza internet, senza tv, cosa potevo fare? Mi sono messo a guardare Capitan America Civil War.. perche’ saro’ in America, avro’ un posto di lavoro figo, ma rimango ignorante dentro. Semper fidelis.
Dalle 9 alle 13 era la finestra di 4 ore che gli imbecilli di Ikea, che dovevano consegnare martedi’ scorso, mi avevano dato per la consegna. Siccome martedi’ avevano detto che non c’era nessuno alla porta e per quello non avevano consegnato (notare che nell’edificio c’e’ un concierge H-24 - detto alla Maroni), alle 9 puntuale ero giu’ col mio libricino ad aspettarli. Come a dire, o cosegni o ti vengo a prendere. Non c’e’ stato bisogno, alle 10 erano li, alle 10.30 avevano portato su tutto. E, credetemi, che quando dico tutto dico TUTTO. 3 divani, tavolo della sala 6 sedie, tutta l’attrezzatura da bagno e da cucina, un letto king size, un materasso king size, una cassettiera, un mobile per la stanza di Luca, ecc ecc. L’appartamento era improvvisamente diventato scatolopoli. Se non mi credete, guardate qui…



Avevo 5 giorni per finire di montare tutto. Quando l’ho detto ai tizi della consegna hanno riso e mi hanno detto “anche con aiuto, finisci in 2 settimane”. Challenge accepted. La prima cosa che ho fatto e’ stata quello che ogni persona che monta dei mobili ikea dovrebbe fare: prepare gli attrezzi direte voi? leggere le istruzioni? Nooo, quella e’ roba da femminucce. COMPRARE BIRRA E CHIAMARE AIUTO!!! Ovvio!! Preso una dozzina di bottigliette di birra buona, chiamato il capo che si era gentilmente offerto di darmi una mano (forse pensando che non l’avrei mai chiamato), e cominciato a montare il letto. Per non star li a raccontarvela, domenica alle 3 del pomeriggio (il capo e' venuto "solo" sabato pomeriggio ma mi ha dato una mano ENORRRRME) avevo tutta la casa montata, diversi tagli nelle mani, un mal di schiena incredibile, un sonno pazzesco (perche' sabato ho montato mobili fino alle 2 di mattina) e neanche un pezzetto di cartone in casa. Mastro Gepetto mi fa ‘na pippa. Peccato che non avevo il numero dei tizi della consegna per chiamarli e dirli TIE’ e poi buttare giu (perche’ se mi beccano mi fanno nero… tutto il giorno a scaricare delle casse Ikea… erano piuttosto solidi). Penso di aver buttato una buona tonnellata di cartone e una mezza tonnellata di buste di plastica. E qualche kg di bestemmie. Quindi l’argomento mobili era (quasi) sistemato. Mancava la culla, ma quella sembrava destinata ad arrivare dopo che fossi partito per l’italia. E invece… una combinazione super assistente - super amazon, ha fatto si che la consegnassero mercoledi’, quindi ufficialmente la casa era pronta come volevo! Io 2 - Imprevisti 0.
Dicevo di sensazioni strane all’inizio del post. Sono stato tutta la settimana con un’asistolia continua, fastidiosissima. Essendo uno che somatizza poco, la partenza mia, la gestione di tutto la, la gestione di tutto qua, oppure la mancanza della famiglia, vassapere cosa, e’ esplosa in questo modo. Che la cosa fosse psicologica era chiaro. Infatti pensa te che mercoledi sera, una volta montata la culla.. puffff… sparita. Mahhh… 

Comunque in questa settimana sono successe delle cose curiose. 
  • Domenica sera sono andato a fare spesa a Target, per comprare cibo e un po’ di attrezzatura che Ikea non aveva. Ho visto cose che voi umani… del tipo un tizio vestito da bandiera degli stati uniti: cappello blu con stelle bianche, giacca altrettanto blu con altrettante stelle bianche, maglietta bianca e pantaloni bianchi a strisce rosse. Oppure la süra che va a fare la spesa in pigiama. Giuro. Pantaloni delle tartarughe ninja, camicia da notte corta. Penso che in italia ci sia un articolo del codice penale per quel reato. Voglio solo sottolineare che non ero neanche in una di quelle zone brutte… tutt’altro! M’immagino cosa sara’ Walmart… che ho promesso al Matte di visitare e scriverci qualcosa a riguardo. Promesse son promesse, Matte!!
  • Lunedi c’e’ stata la riunione di personale al lavoro per parlare del “Employee Handbook”, una sorta di compendio di regole e diritti del lavoratore. Niente di speciale, esiste qualcosa del genere in alcune aziende italiane. La cosa strana e’ che la prima sezione, richiesta dalla legge, e’ una sezione dove si specifica, tra le altre cose, che e’ proibito portare armi in ufficio a meno che siano autorizzate dalla direzione (che culo!) e tutta una serie di regole per evitare il “sexual harrasment”. Roba che se si applicasse in Italia, saremmo tutti in gabbia.
  • Lunedi pure (grande giorno lunedi’) e’ finalmente arrivato internet, telefono e televisione!!! Che spettacolo… cosa ho fatto per festeggiare? Cenato sul divano con hamburger, birra e partita di football americano (Philadelphia - Chicago, vinta dai primi). Sciallo…
  • Mercoledi’ sono stato ad una riunione in un’ufficio governativo dell’ United States Department of Agriculture. E, per la gioia di mio nipote Franco, l’edificio serviva anche da rifugio antiatomico… roba da FallOut 4, per gli intenditori. Visto il rifugio (ora giustamente adibito a locale magazzino). Pensavo ste cose fossero dei miti, invece esistono davvero. Anche qui, una nota di colore che purtroppo non sono riuscito a fotografare. In tutti i piani ci sono affissi cartelli di come agire in caso qualcuno inizi a sparare dentro all’edificio. Cioe’, cartelli, capito? Come da noi si appendono i protocolli antiincendio, loro i protocolli contro i pazzi armati. Comunque le riunioni dove circolano le ciambelle glassate sono un’altra roba.. :-)

  • La sera del mercoledi’ dopo aver montato la culla, ho ordinato un po',  dando un senso piu’ umano alla casa, in attesa dell’arrivo della family. E mi sono accorto di quanta roba manca ancora… ma poi mi sono detto, dai, l’essenziale c’e’ tutto. C'e' anche il  bimby funzionate.  E il pesto fatto in casa in freezer. Beh, pesto... diciamo un suo parente stretto. Fatto alla bell’e’ meglio, con il Pecorino Romano Italiano e il Parmesan (perche’ il parmigiano non sono riuscito a trovarlo). Ok, adesso mi tolgono davvero la cittadinanza. 
  • E poi e’ arrivato il grande giorno… oggi. O era ieri? Bohh…. vi sto scrivendo da Londra in attesa del mio volo in Italia. Emozionato a piu' non posso. Non vedo l’ora… drin drin… annunciano il mio volo. 

Inizia l’avventura, quella vera. 
Finalmente.

venerdì 16 settembre 2016

Heat (al microonde) - La sfida

Sono conscio del rischio effettivo di vedermi revocato il passaporto e ripudiato dalla mia famiglia e i miei amici per questo post. Ma capite una cosa. Io sono uno scienziato. Prima di tutto, sono uno scienziato. Io devo esperimentare. Devo capire. Devo va-lu-taaaa-re.

Ed ecco a voi, la mia ultimissima ricerca.

1- DOMANDA DI FONDO: 
La pasta pronta al microonde che tanto attrae gli americani, e’ cosi’ disgustosa come sembra? Leggete questo post, poi mi direte quanto disgustati siete del mio operato. Ma intanto vi anticipo solo una cosa. Ci sono delle sorprese…






2 - DISEGNO SPERIMENTALE
Allora, da bravo scienziato ho ideato un esperimento alla pari. Il mio stomaco e il mio palato hanno un limite massimo di due schifezze al mese, quindi non potevo comprare tutto quello che ho visto. Ho optato per un esperimento di estremi. Le famose “code della distribuzione di schifezze”. Ma invece di prendere la marca peggiore e migliore che trovavo, perche’ va bene l’amore per la scienza ma un pochino di amore per me stesso mi rimane ancora, ho deciso di prendere la migliore marca di pasta al microonde americana - la massima espressione culinaria locale - e la migliore marca di pasta al microonde italiana. Si, non siete affetti di sbornia improvvisa. Tanto meno lo sono io, che ho appena bevuto un sanisssimo the al miele per il mal di gola che mi attanaglia, frutto - chissa’ come mai - dell’aria condizionata a temperature polari nei corridoi del condominio dove vivo. Gia’ gia’ signori, per il vil denaro si fa questo e altro. La nostranissima e rispettosissima famiglia Barilla e’ scesa a compromessi con le locali abitudini e si e’ messo - non so da quanto tempo, forse da tempo - a fare pasta pronta al microonde. Vi diro’ di piu’, per qualche motivo che ancora disconosco qua esistono stili e sughi di pasta che non avevo mai visto prima. La conoscete voi la famosissima e tradizionalissima pasta all’alfredo con pezzi di pollo?? Ah no??? MA CHE ITALIANI SIETE??? Lo sanno tutti (qui) che la pasta all’alfredo e’ frutto della tradizione ancestrale italiana, sicuramente tramandata da nonna a madre - sara’ una forse una tradizione orale tenuta ben nascosta, perche io ‘sto Alfredo non l’ho mai visto in 15 anni in Italia.

3 - ESPERIMENTO
Quindi iniziamo. A sinistra abbiamo l’americanisssimooooo Easy Mac! Creato dall' americanissima Kraft, questo compendio di carboidrati e formaggio si presenta in 6 dico 6 seore e siori comodissime bustine monoporzione. Il contenuto e’ il non meno famoso “MAC AND CHEESE”, qualche lontaniiiisssimo parente (la solita parte della famiglia che tutti abbiamo ma facciamo finta di non conoscere) della pasta ai formaggi. A destra la famiglia Barilla ci deliziera’ con la Italian-style (?) Entrees pastaaaaaaaa alla “Chicken Alfredoooo”, presentato in una comoda vaschetta monoporzione che promette essere pronta in un e dico solo un minuto di microonde!!!

4 - RACCOLTA DATI E VALUTAZIONE

Prodotto n.1:






PREZZO: Poco piu di 4 dollari per 6 pasti, niente male! Voto 8: la convenienza.

PACKAGING: Meeehhhh… invitante anche no. Pero’ dai, il nome attira la semplicita’, il cibo pronto… irresistibile per l’uomo che non deve chiedere mai …di cucinare. Voto: 5--  il grafico della Kraft ce lo poteva mettere un pochino piu’ di impegno.

PREPARAZIONE: La preparazione e’ alquanto lunga e non troppo agibile. Si apre la busta della pasta, si versa 2/3 di bicchiere d’acqua (che, quando ho chiesto ad una mia collega  quanto fosse 2/3 di bicchiere mi ha detto “un po’ piu di 1/3" e non si e’ beccato un italianissimo vaffanculo perche’ ancora non c’e' confidenza) e si riscalda a potenza massima per 3/4 minuti (che, come e’ noto a tutti, 3 minuti e’ un po’ di piu di 2 minuti). Poi si apre la busta allegata, si versa il contenuto giallo canarino, si mescola il tutto eeee… il pranzo e’ servito! Voto: 4. Facevo prima a farmi du spaghi aglio e olio.

ALL’OCCHIO: Invitante come l'idea di farsi un tuffo in un cassonetto del rudo ad agosto. Voto: 2. adesso capisco il grafico della Kraft… lui mi aveva avvertito…

AL PALATO: Pasta ovviamente scotta che piu scotta non si puo’, tutta appiccicata. Pasta troppo piccola e sottile per apprezzare nemmeno il gusto della pasta. Il gusto di formaggio straforte tappa tutto e lascia un’alitosi notevole. Allo stomaco poi… un’acidita’ che la Maionchi con le sue cose e’ Biancaneve. Voto: 1. Perche diciamola tutta. Cazzo mi aspettavo?

Voto complessivo: 3. Sfamare mi ha sfamato, ma diciamo che non ho capito di aver mangiato del cibo. Ho sentito solo odore di formaggio tutto il pomeriggio….



Prodotto n.2:






PREZZO: Quasi 4 dollari per una porzione, cioe’ quasi lo stesso prezzo dell’altro prodotto che pero’ ne ha 6 di porzioni. Giovanni Barilla (forse Giovanni era Rana, ma va beh), meglio che li vali sti 4 dollari. Voto: 3. Prezzo superiore ad ogni altro prodotto del genere.

PACKAGING: In mezzo al marasma di colori e di prodotti, sicuramente il packaging barilla spicca. Lo riconosci al volo, forse perche’ l’occhio cerca disperatamente qualcosa da riconoscere. A prescindere da tutto, si presenta in modo MOLTO piu’ professionale dell’altro. Come a dire: ragazzi, qua si parla di pasta e io, modestamente, so' er mejo der mejo. Voto 8: Dove c’e Barilla, c’e’ casa. 

PREPARAZIONE: In un ambiente pragmatico per eccellenza come quello americano, la Barilla stupisce con una vaschetta facilmente apribile, con un’unica istruzione: apri appena e sbatti in microonde per 1 minuto. Fine. Voto: 9. Piu’ facile di cosi…

ALL’OCCHIO: Non male. Si vede gia’ che la pasta al dente e’ e rimarra' un lontano ricordo a meno che non ci mettiamo a prepararla in prima persona (gia' fatto), ma dai, in paragone questo e’ un piatto di cibo. Voto: 6- Mi perde 5 punti per il fatto di non essere al dente, ne recupera quasi uno perche’ oggi avevo fame.

AL PALATO: Mah, mah. Dai. Adesso rischio davvero la revoca della cittadinanza. A parte la pasta scotta e il pollo che non c’entra un cazzo (Alfredo tu e il tuo chicken vedete di andarvene affannnc….), il sapore non era per niente male. Forse troppo sugo (ma esiste davvero la parola troppo quando si parla di sugo sulla pasta?), ma il sapore non era per niente sgradevole. Bravo Giovanni Barilla, che magari ti chiami Enrico e io ti ho ribattezzato. Cioe’ e’ un’esperienza che non so se ripetero’ ma quello che ho mangiato oggi non mi ha disgustato. Niente alitosi, niente bruciori di stomaco. Un po pochina, ma dai… Voto: 6 1/2, perche come sapore era 6, ma io mi aspettavo un 3, quindi gli do qualcosa in piu. Chiaro no? 

Voto complessivo: 6, prezzo elevato rispetto alla concorrenza, ma assolutamente giustificato. Sicuramente piu' valido di quella schifezza della kraft. La pasta e’ roba italiana. Anche quella al microonde. E non ce n’e’ per nessuno. Punto.


5 - CONCLUSIONI
Per rispondere alla domanda inziale, da scienziato mi esprimero’ in modo obiettivo e distaccato: VIVA L'ITALIA!!! A parte gli scherzi, esperienza che potrei ripetere in caso di emergenza (magari un paio di quei cosi barilla li prendo per quando non ho voglia di preparare niente x pranzo).


Ok, adesso che ho pubblicato questo post vado a cercare il mio passaporto e a farlo a pezzi prima che qualcuno lo faccia per me…

martedì 13 settembre 2016

Tirando le prime somme...

Oggi e’ una settimana che sono in America. Mamma mia se e’ volato il tempo. L’idea di fare questo periodo da solo per mettere a punto la casa ed il lavoro si e’ rivelata la scelta piu’ azzeccata che potevamo fare. Al di la’ della difficolta’ effettiva di star lontano dalla famiglia, fare quello che devo fare in questi giorni con moglie e figlio sarebbe stato obiettivamente impraticabile.
Ho deciso di tirare le prime somme e capire cosa mi e’ piaciuto e cosa no di quello che ho visto fino ad adesso.

Mi e’ piaciuto:
  • La guida: anche se me l’aspettavo piu’ facile da abituarmicivisi, il loro modo di guidare si gode assaje. La segnaletica sia verticale che orizzontale rende la guida piuttosto semplice. C’e’ da dire che qua si hanno gli spazi per fare tutto con mooolto anticipo. In Italia sarebbe impossibile. Comunque mi ci son voluti c.a. 3 o 4 giorni per capire il tutto e abituarmi, per metterla alla Nemo, a “seguire la corrente”. Ma dai, posso dire che mi piace. Tra le cose che piu’ mi sono piaciute: il cambio automatico, l’autostrada gratis, il poter girare a destra a semaforo rosso, il rispetto per lo scuolabus (sacro), il non rispetto dei limiti in autostrada (si va tutti dai 5 ai 10 mph in piu’ rispetto a quanto dicano i cartelli) anche se in linea di massima il concetto si segue (se i cartelli dicono massima 65 mph vanno tutti a 70/75, se dicono 55 mph, vanno tutti a 60/65). Li facevo piu' timorati della legge, e invece...
  • Il supermercato: avere un tizio che imbusta le cose per te e te le mette nel carrello e’ una cosa piuttosto goduriosa. Dentro al supermercato, io mi sono divertito un sacco, anche perche’ non si capisce un cazzo. L’ordine dei prodotti segue uno standard - penso americano, perche’ l’ho visto in diversi supermercati di marchi diversi -  che non e’ lo stesso italiano. Devo ancora capire la logica, ma so gia’ che la frutta e’ lontana dal latte, il latte e’ vicina al pane, e cosi’ via. E la cosa piu bella e’ il non dover ricordarsi di quella maledetta monetina di merda di un euro per il carrello. L'ho sempre odiata. Qua i carrelli li prendi e, se sei civile, lo metti in un posto vicino alla macchina dove tutti mettono i carrelli. Se te ne sbatti le palle, lo lasci li e ciao. Nessuno ti dice niente. Tie’ monetina di merda.
  • L’appartamento: Questa e’ la cosa piu importante di tutte. Avevamo sempre puntato tutta la nostra attenzione solo a questo condominio. Ne abbiamo visiti diversi di appartamenti qua (infatti la nostra prima scelta non era questo dove stiamo adesso), ma solo in questo condominio. E si e’ rivelata una scelta azzeccatissima. Puro culo. Qua la strategia e la preparazione non c’entrano. Ammetto che e' stato un culo palese. Posizione strategica per essere vicino al centro a piedi e vicino all’autostrada per andare al lavoro (in 20 min son li, contro i 45 che facevo in italia). I gestori del condominio hanno un sistema fighissimo dove sai quando ti arrivano i pacchi via email, ti aprono casa - con specifico permesso, ovvio - quando arrivano le grosse consegne (tipo oggi ci arrivano tutti i mobili dall’ikea e io sono al lavoro quindi mi lasciano tutto dentro all’appartamento direttamente!), e sono super gentili. Ho gia’ fatto amicizia con il guardiano di notte, un nero pelato simpaticissimo di nome Marcus che, siccome ha scherzato dicendo che era italiano (“perche’ non si vede dal mio accento?”), io lo chiamo Marcello e li do la buonanotte in italiano ed il tizio se la ride di brutto. Poi altre cagate, che rendono la vita piu facile, come il locale rudo dove buttare tutto quanto a 10 mt dal nostro appartamento con tanto di dispenser di gel antibatterico (ah, ecco, loro fanno la differenziata tutta insieme. Tu devi solo dividere i riciclabili - carta,plastica,vetro,cartone,alluminio, ecc - da una parte e indifferenziata dall'altra. Poi pensa poi l'impianto di riciclaggio a separare il riciclabile), il servizio dry-cleaning porta a porta, il carrello di cortesia per portar su la spesa, il parcheggio coperto, ecc ecc... La vista cimitero militare non da nessun fastidio. Quindi, davvero contento della scelta.  Pagheremo uno sproposito d’affitto, ma almeno ne e’ valsa la pena!
  • La burocrazia: non poca, ma in generale efficiente. C’e’ da dire, a onor del vero (anche se questo e’ valido anche in Italia), che se nessuno ti dice come fare le cose, col XXXXX che riesci a fare le cose importanti all’inizio. Comunque sia, ho creato la mia utenza della luce al telefono. In 5 minuti e con una email perche’ non avevo il social security number (il nostro codice fiscale), altrimenti quella telefonata sarebbe bastata. Firmato il contratto di affitto online, e altre mille carte tutto in modo rilassato.
  • La citta’: bella davvero. Hanno una fissa per le birre artigianali, il che da solo basterebbe per farmela piacere, ma a parte quello e’ davvero caruccia. La sera ci sono mille locali e mille persone in giro. E poi la baia da un suo tocco di bellezza difficile da spiegare. Venerdi' sono andato in giro a camminare per il centro e arrivato ad una piazza centrale mi sono addirittura trovato uno spettacolo di tango con musica dal vivo e gente che ballava per strada...un benvenuto coi fiocchi!
  • La gente: il salutarsi in giro, il scambiare due parole anche senza una vera intenzione di conoscersi, a me piace. Vediamo se alla lunga rimane cosi’, ma anche per strada a volte qualcuno ti saluta come quando sei in camminata in montagna… E poi il loro patriottismo a me crea solo della gran invidia. Ieri era l’11 settembre. Ci saranno state, non mento, 5000 bandiere in giro per la citta’. E poi vi racconto solo questa. Come dicevo sopra viviamo in un appartamento vista cimitero. Erano tipo le 7 di sera e stava iniziando ad imbrunire. Vedo un tizio che cammina fino ad una tomba, ci si siede. E’ stato li tipo 20 minuti. Ad un certo punto si e’ alzato, si e’ raddrizzato come lo stecco di un cremino e ha fatto il saluto militare. Si e’ girato, ha camminato fino alla mega bandiera a mezz’asta in mezzo al cimitero, e di nuovo, fermo, dritto a stecco e saluto militare. Chi mi conosce sa delle mie riserve nei confronti del mondo militare, ma avevo la pelle d’oca. Vorrei davvero avere un patriottismo cosi’ forte. Davvero vorrei. E vorrei tanto sapere la storia del tizio del saluto militare.
  • Il lavoro: Sara’ un casino. Ci saranno mille cose da fare. E ci sono grandi aspettative sul mio operato. Spero di fare un buon lavoro, ma il gruppo mi e’ piaciuto. La loro unione mi ha ricordato il gruppo che ho lasciato in Italia. Di certo il lavoro da fare e’ una FIGATAPAZZESCA… quindi mani all’opera!

Non mi e’ piaciuto:
  • La burocrazia: senza un social security number non sei nessuno. La frase che ho sentito di piu’ e’ che senza quel numero “non possono verificare la mia identita’”. Non posso neanche mettere whatsapp sul cellulare perche’ per attivare iTunes mi serve la carta di credito, che mi possono dare solo dopo che ho il social security number. A differenza dell’italia, dove il codice fiscale te lo danno subito, qua ci vogliono almeno 20 giorni da quando si arriva al paese per averlo. Un pacco assurdo.
  • I servizi telefonici: questa capisco che e’ un mio handicap. Se lavoro con i computer e’ perche in genere non sono un amante dell’interazione interpersonale. Cosi’ come qua si compra tutto online, i servizi si fanno tutti al telefono. I documenti si mandano via fax. Nel 2016! Al telefono puoi fare di tutto, anche cose che in italia sarebbero inimmaginabili (come attivare una utenza elettrica), ma preferirei fare le cose online…
  • I servizi bancari: mi sono sembrati piu’ arretrati di quelli italiani. Io la facevo tutto online, dal cellulare. Pagavo bollette, facevo bonifici gratis online, se avevo problemi chattavo con un operatore che ha sempre risolto i problemi. Credo di aver firmato uno o due assegni in tutta la mia vita. Qua invece, gli assegni si usano eccome e il bonifico, anche online, lo pagi 14 dollari l’uno (una follia!) sia se lo mandi che se lo ricevi! (esclusi pagamenti utenze e stipendio). Hanno solo una cosa curiosa: il drive-through in banca. Tipo McDonalds Drive. Tu passi con la macchina, fai il deposito del tuo assegno e tutto senza scendere dalla macchina. Pazzesco.
  • Stare da solo.. so che e’ stata la scelta migliore, ma fare tutte queste cose nuove da solo non e’ cosi’ divertente.
  • L’aria condizionata. Folle. Io ho la pellaccia dura, ma qua si esagera. In corridoio ci saranno 3 gradi sotto zero, mentre fuori ci sono 36 gradi che con l’umidita’ pazzesca che c’era i giorni scorsi, si sentivano come 45. Tu arrivi tutto sudato e accaldato e ricevi questo shock termico pazzesco. In casa, pero’, si sta bene (perche’ sono io a regolare la temperatura!).
  • Il supermercato: In italia vai all’ipercoop, all’iper, al gigante, insomma ai mega supermercati e trovi TUTTO quello che ti serve. Qua, almeno ad Annapolis, non sembra essere cosi. Vuoi una birra? Liquor store. Vuoi una lampadina che non sia la normale? Home depot. Vuoi cibo per il tuo bimbo? Babies r’us. Eccheccazzo… e l’uno e’ a 20 minuti dall’altro!! Sui prodotti, ancora una volta, prima o poi scrivero’ qualcosa. Per adesso stendo un velo di pietas.



Tirando le somme, dai, per adesso va bene. Ci siamo.

giovedì 8 settembre 2016

T+1

Racconto questa giornata con 3 foto, in modo da rendere l'idea. Per tutti: sto bene, un po' sullo stanco andante e con mille cose da ricordare e da fare in poco tempo. Scusate se non scrivo ad ognuno di voi... vi prego di continuare a scrivere. Mi fa molto piacere, ma abbiate pazienza per la risposta. Ho WhatsApp solo sul cel italiano, e wifi solo al lavoro. Sul cel americano ancora non ho whatsapp perche non posso pagare senza una carta di credito USA, che potro' avere una volta che ho il social security number, cioe' tra circa 2 settimane. E avro' wifi in casa forse tra una settimana...


La prima foto e' la mia dolce casa. In sottofondo potete apprezzare la meravigliosa vista cimitero militare (fighissima davvero). Passata la prima notte in albergo, ho deciso di voler dormire a casa mia a tutti i costi, anche se i mobili arriveranno solo settimana prossima. Il mio capo mi ha prestato una branda - unico mobilio disponibile a casa al momento - e delle lenzuola. Mi basta questo, ma avrei dormito anche per terra se necessario. Necessitavo di una stabilita' subito. Fatto tutta la burocrazia necessaria per entrare nell'appartamento, incluso l'attivazione dell'utenza della luce... al telefono.... in 5 minuti. Pazzesco. 


 
Finito alle 9.30, con la roba burocratica della casa, sono partito x il mio primo giorno di lavoro. Siccome ci vogliono 20 min senza traffico, sono arrivato in anticipo rispetto alle 10 previste e siccome non avevo fatto una vera e propria colazione, mi sono fermato allo starbucks di fronte e mi sono preso un succo di arancia con un pane al cioccolato. La colazione dolce resistera' molto prima di morire di morte naturale. Arrivato al lavoro entro un ora avevo cellulare e avevo fatto tutta la burocrazia da fare. Entro 2 avevo il computer. A fine giornata avevo un indirizzo email, e avevano ordinato le chiavi dell’ufficio x me, avevo scelto la sedia ergonomica e avevano ordinato anche i biglietti di visita. Nel mentre abbiamo anche finalizzato le compre su amazon e l'essenziale macchina nespresso. Rimasto di nuovo di stucco. Per avere un pacco di post-it nel mio vecchio lavoro ci voleva la firma del papa, al contrario e con allegato una foto certificata dalla questura di Cassimoreno di una banconota di 50 reais brasiliani. Del 1978.



 
Prima spesa fatta. Su questo argomento forse prima o poi scrivero' un post. Vi vasti sapere che mi sono accorto di essere la versione vecchia e grassa di Mamma ho perso l'aereo. Ho anche comprato del detersivo della lavatrice della stessa marca di maculayculchin. Appena arrivato, e' partita la prima cena frugale. Siccome non ho manco una padella dove cuocere, dovevo mangiare roba fredda e cotta gia. In piedi, perche' sedie non ne ho ancora. Panino col panbauletto ammmerigano, prosciutto cotto e fettina di formaggio. Maionese e cocacola bevuta dentro ai bicchieroni usa e getta delle feste americane che si vedono in tutti i film e serie. Li ho visti e non ho resistito a comprarle. Dolce: mezzo barattolo di pesche sciroppate mangiate direttamente dal barattolo, per mancanza di altro dove metterle. Il tutto mentre su un pc installavo della roba, e sull'altro guardavo Independence Day 2. A sinistra vedete prodotti di pulizia ancora non usati, ma che entreranno in funzione stanotte.


Io sto solo aspettando al varco il primo imbecille che avra' la sfortuna di dirmi che "tanto tu in america te la spassi, perche' hai vita facile", come ha fatto un mio amico tanto tempo fa in Argentina. Questo post non glielo faccio leggere. Glielo faccio mangiare. In piedi, ovviamente.


mercoledì 7 settembre 2016

Cronaca di un trasferimento annunciato

Il giorno e’ arrivato. La sveglia suona alle 5.30. Voglio fare le cose con calma. Il treno parte 6.50. Colazione, doccia, barba, vestiti e ultima controllata... all'orologio. Devo muovermi.

L’addio (questo lo tengo per me). Adesso devo correre perché sono in ritardo. CAZZO!

Arrivo in stazione. Vedo il treno che sta arrivando al binario 3. Scendo le scale, salgo le scale, tutto di corsa. Con uno zaino e 2 valigie piene. Sono fradicio. Salgo quasi di un salto sul treno. Sistemo le valigie nello scompartimento di mezzo - quello col sedile retrattile davanti ai cessi, per intenderci. Sudato in un treno lercio. In attesa di partire. Ho un drogato davanti che mi parla. Non gli rispondo e non lo guardo. Mi prendo la testa fra le mani e respiro. Non voglio interagire con nessuno. Non voglio sentire cosa mi sta dicendo. Non voglio perdere questi ultimi secondi con gli sproloqui di un drogato. Lo sposto gentilmente con una mano, semi-scendo dal treno per controllare di essere nel treno giusto. E mi siedo. Il drogato mi guarda, a bocca aperta, ma senza parlare. Scende dal treno non capendo cosa stia succedendo. Tranquillo ragazzo, siamo in due.

Vedere il cartello di Piacenza passare é...strano. Non sento la voglia di piangere, forse perche la giornata è meravigliosa o la canzone che sto ascoltando in cuffia (procura di Chichi Peralta) non è adatta al pianto. 

Arrivederci Piace.

Le facce dei pendolari che vanno al loro lavoro da 19 anni. Sempre lo stesso treno, sempre lo stesso posto a sedere. Giorno dopo giorno. Quasi li invidio.

La nebbia. Anche se nn mi mancherà neanche un pó, ma è pur sempre un altra cosa che lascio.

L'alba dal treno. Meravigliosa.

Non penso. Ci provo. Prendo il libro che mi sono portato dietro. Strano, tranne il piccolo principe non penso di aver mai riletto un libro 2 volte. Per il viaggio mi sono portato dietro Oceano Mare di Baricco. L'ho sentito nominare troppe volte in questi ultimi giorni. E mia zia mi ha regalato un segnalibri, che non va molto d'accordo col mio kindle. Quindi l'ho preso come un segnale, e me lo sono preso dietro. Dicono che sono i libri a scegliere noi, e non viceversa… Visto che ne sto attraversando uno di oceano mare, il titolo e’ quantomeno simbolico.

Fermo a Lodi. Lancio un abbraccio virtuale ai miei ex-colleghi. Mi mancheranno molto di piu’ di quanto loro non immaginino. Di certo molto più di quanto sia riuscito ad esprimere a parole.

Ho tutte queste sicurezze, un viaggio in aereo, un visto, un lavoro, una casa di lusso, i mobili in arrivo. Sto facendo questo viaggio da solo x preparare la casa con tutti i comfort per mia moglie e mio figlio piccino. Eppure fa così dannatamente male andar via da casa. E penso a cosa passerà per la testa alle migliaia di padri che ogni giorno partono per arrivare in Italia, traballanti in un barcone destinato ad affondare in mezzo al Mediterraneo, a volte senza saper nuotare, con bimbi piccoli, senza lavoro ne un posto dove stare. Non m’interessano i discorsi sull’immigrazione come concetto. Sto pensando solo alla persona. Singola. E mi vengono i brividi.

Arrivato in centrale in ritardo, giusto in tempo per vedermi partire davanti il treno per Malpensa. Il prossimo treno a Malpensa anche lui in ritardo, sporco e con i bagni fuori uso. Trenitalia e Trenord mi salutano a modo loro. Con un grosso grasso dito medio.

Arrivato finalmente a Malpensa, imbarcato le valigie e passata la sicurezza. Il magone che mi aspettavo sul treno mi è venuto al controllo sicurezza. Ma si puo’? Un'altra dimostrazione che sono stato montato male. La coerenza di questa giornata si dimostra implacabile. Il volo è in ritardo di mezz'ora...

Ci pensa Spotify a tenermi su di morale. Sembra sappia che non è il caso di farmi sentire delle canzoni tristi visto il momento critico... Spotify in questo momento e’ come l'autoradio della macchina del Liga certe notti.

Ecco. Spotify giuda. Appena seduto sull'aereo colpisce dritto al cuore. Non si fa, no no. Scrivo queste righe per distrarmi e non fare la figuraccia che ho fatto 15 anni fa. Che sta volta non ho una vecchietta che mi metta una mano sulle spalle e mi dica che andrà tutto bene. Signora Ada, se è ancora viva, sappia che la ricordo - e la ringrazio - ancora. 

Decollo. Arrivederci Italia...che brivido.

Figuraccia scampata. Quasi. Torno sul mio libro a testa bassa.

Arrivato a Londra. La pinta di London Pride con hamburger al bacon e patatine è d'obbligo. Il rutto finale, come insegna il mio amico Ale, pure.

Aspetto il mio volo. Forse é l'unico mezzo che prendo oggi che non è in ritardo. Sarà dura stare sveglio. La modalità guerriero è già attiva e sento con piacere di non essere l’unico in famiglia che si è scrollato di dosso la tristezza e sta reagendo...:-) ps: a saperlo prima della figata di vodafone passport, cambiavo a vodafone già da tempo!!!

In aereo. Appena visto Deadpool. Mi ci voleva un film demenziale che togliesse un pó di pathos a questa giornata. Ho riso come un bambino demente. Davanti a me c'è una ciurma di 5 vecchie culone in attesa di entrare in bagno. Che si starà facendo il segno della croce. Adesso ho una difficile scelta davanti a me: sarà "Angry birds the movie" o "X-men apocalypse"?

Tra mezz'ora si atterra. Ho dormito mezz'oretta in tutto il viaggio, che era il mio obiettivo cosi crollo a letto stasera. Visti entrambi i film di sopra. Su X-men diro’ solo che Angry Birds la batte 10 a 0. Che delusione. Visto che manca poco, decido per una misura drastica. Non c'è miglior modo di iniziare quest'avventura che con un bel capitolo dei Griffin...

All'arrivo in aeroporto, passo il controllo passaporti e mi trovo un centinaio di militari di ritorno da qualche missione in attesa dei loro bagagli. Non credo vengano da nessun posto pericoloso perche' il clima è piuttosto rilassato. Ma quello che vedo mi meraviglia. Il modo in cui tutti, passeggeri inclusi, trattano quegli uomini - con tanto di applausi e mega bandiera di benvenuto "welcome to our troops” - mi commuove. Chi mi conosce sa quanto abbia le mie riserve sul mondo militare. Ma ancora una volta, non sto parlando di massimi sistemi. Sto parlando delle persone.

La valigia e’ arrivata. Grazie a dio.

Nel bus che mi porta al rental car rimango colpito dalla quantità di polizia che vedo x strada. Polizia dappertutto. Ho contato 15 volanti in un tragitto di 8 minuti, e sono convinto di averne persa qualcuna.


Albergo. Finalmente. La guida e’ stata piacevole. 35 minuti da aeroporto all’albergo, che e’ a 2 minuti a piedi da quello che da domani sara’ casa. Proveró a dormire ma non so se ci riusc

domenica 4 settembre 2016

T-1

Un giorno. Ventiquattro ore e spiccioli per salutare mia moglie, mio figlio, il mio paese. Si, perchè pur essendo nato in Argentina ("sono nato e morirò Argentino"), l'Italia é diventato il mio paese. So che sembra un controsenso, ma dentro di me non lo é. Sono entrambi il mio paese, solo in un senso diverso. Chiaro no? :-)
Quando ti prepari a lasciare il tuo paese succedono una marea di cose difficili da raccontare in un post.
Dal punto di vista organizzativo, 24 ore prima di partire ormai hai dato. Le scarole sono chiuse o quasi, la valigia é pronta o quasi, i saluti alla maggior parte della gente son fatti, i documenti son pronti, come lo sono stati le altre 300 volte che hai controllato. Quanto potevi fare da qui per facilitarti la vita appena arrivato l'hai fatto. Hai chiuso i tuoi conti in sospeso (o quasi), hai chiuso i tuoi conti in banca (o quasi), hai disdetto tutto il disdicibile.
Ti manca solo una cosa.
Hai 24 ore per fare i tuoi di saluti. Quelli personali. Quelli tuoi. Ed entri in una guerra tra il cervello ed il cuore che non puoi vincere. Sai che non puoi soccombere al terrore puro dell'ignoto, e capisci che serve razionalitá per non farsi troppo del male, ma il cuore si attacca ad ogni cosa, un odore, un colore, un suono, un abbraccio, per perdersi via. E fa male. Per quanto allenati, non ci si abitua al male di lasciare le persone. Beh, diciamo alcune persone. Altre si é felici eccome di levarsele di dosso.
Domani sará una giornata che non farò fatica a scordare. Ricorderò solo alcuni dettagli, ma il mio cervello si occuperá di cancellare il brutto momento. Mi ci vorrá qualcosa in più di 24 ore per farlo, ma penso che una buona dose d'alcool in aereo aiuterá.
Ci vediamo al di la della grande pozzanghera.

"Clavo mi remo en el agua
Llevo tu remo en el mio,
Creo que he visto una luz, al otro lado del rio.
El día le irá pudiendo poco a poco al frío
Creo que he visto una luz, al otro lado del rio.
Sobre todo creo que no todo está perdido
Tanta lágrima, tanta lágrima y yo, soy un vaso vacío
Oigo una voz que me llama casi un suspiro
Rema, rema, rema."