Il giorno e’ arrivato. La sveglia suona alle 5.30. Voglio fare le cose con calma. Il treno parte 6.50. Colazione, doccia, barba, vestiti e ultima controllata... all'orologio. Devo muovermi.
L’addio (questo lo tengo per me). Adesso devo correre perché sono in ritardo. CAZZO!
Arrivo in stazione. Vedo il treno che sta arrivando al binario 3. Scendo le scale, salgo le scale, tutto di corsa. Con uno zaino e 2 valigie piene. Sono fradicio. Salgo quasi di un salto sul treno. Sistemo le valigie nello scompartimento di mezzo - quello col sedile retrattile davanti ai cessi, per intenderci. Sudato in un treno lercio. In attesa di partire. Ho un drogato davanti che mi parla. Non gli rispondo e non lo guardo. Mi prendo la testa fra le mani e respiro. Non voglio interagire con nessuno. Non voglio sentire cosa mi sta dicendo. Non voglio perdere questi ultimi secondi con gli sproloqui di un drogato. Lo sposto gentilmente con una mano, semi-scendo dal treno per controllare di essere nel treno giusto. E mi siedo. Il drogato mi guarda, a bocca aperta, ma senza parlare. Scende dal treno non capendo cosa stia succedendo. Tranquillo ragazzo, siamo in due.
Vedere il cartello di Piacenza passare é...strano. Non sento la voglia di piangere, forse perche la giornata è meravigliosa o la canzone che sto ascoltando in cuffia (procura di Chichi Peralta) non è adatta al pianto.
Arrivederci Piace.
Le facce dei pendolari che vanno al loro lavoro da 19 anni. Sempre lo stesso treno, sempre lo stesso posto a sedere. Giorno dopo giorno. Quasi li invidio.
La nebbia. Anche se nn mi mancherà neanche un pó, ma è pur sempre un altra cosa che lascio.
L'alba dal treno. Meravigliosa.
Non penso. Ci provo. Prendo il libro che mi sono portato dietro. Strano, tranne il piccolo principe non penso di aver mai riletto un libro 2 volte. Per il viaggio mi sono portato dietro Oceano Mare di Baricco. L'ho sentito nominare troppe volte in questi ultimi giorni. E mia zia mi ha regalato un segnalibri, che non va molto d'accordo col mio kindle. Quindi l'ho preso come un segnale, e me lo sono preso dietro. Dicono che sono i libri a scegliere noi, e non viceversa… Visto che ne sto attraversando uno di oceano mare, il titolo e’ quantomeno simbolico.
Fermo a Lodi. Lancio un abbraccio virtuale ai miei ex-colleghi. Mi mancheranno molto di piu’ di quanto loro non immaginino. Di certo molto più di quanto sia riuscito ad esprimere a parole.
Ho tutte queste sicurezze, un viaggio in aereo, un visto, un lavoro, una casa di lusso, i mobili in arrivo. Sto facendo questo viaggio da solo x preparare la casa con tutti i comfort per mia moglie e mio figlio piccino. Eppure fa così dannatamente male andar via da casa. E penso a cosa passerà per la testa alle migliaia di padri che ogni giorno partono per arrivare in Italia, traballanti in un barcone destinato ad affondare in mezzo al Mediterraneo, a volte senza saper nuotare, con bimbi piccoli, senza lavoro ne un posto dove stare. Non m’interessano i discorsi sull’immigrazione come concetto. Sto pensando solo alla persona. Singola. E mi vengono i brividi.
Arrivato in centrale in ritardo, giusto in tempo per vedermi partire davanti il treno per Malpensa. Il prossimo treno a Malpensa anche lui in ritardo, sporco e con i bagni fuori uso. Trenitalia e Trenord mi salutano a modo loro. Con un grosso grasso dito medio.
Arrivato finalmente a Malpensa, imbarcato le valigie e passata la sicurezza. Il magone che mi aspettavo sul treno mi è venuto al controllo sicurezza. Ma si puo’? Un'altra dimostrazione che sono stato montato male. La coerenza di questa giornata si dimostra implacabile. Il volo è in ritardo di mezz'ora...
Ci pensa Spotify a tenermi su di morale. Sembra sappia che non è il caso di farmi sentire delle canzoni tristi visto il momento critico... Spotify in questo momento e’ come l'autoradio della macchina del Liga certe notti.
Ecco. Spotify giuda. Appena seduto sull'aereo colpisce dritto al cuore. Non si fa, no no. Scrivo queste righe per distrarmi e non fare la figuraccia che ho fatto 15 anni fa. Che sta volta non ho una vecchietta che mi metta una mano sulle spalle e mi dica che andrà tutto bene. Signora Ada, se è ancora viva, sappia che la ricordo - e la ringrazio - ancora.
Decollo. Arrivederci Italia...che brivido.
Figuraccia scampata. Quasi. Torno sul mio libro a testa bassa.
Arrivato a Londra. La pinta di London Pride con hamburger al bacon e patatine è d'obbligo. Il rutto finale, come insegna il mio amico Ale, pure.
Aspetto il mio volo. Forse é l'unico mezzo che prendo oggi che non è in ritardo. Sarà dura stare sveglio. La modalità guerriero è già attiva e sento con piacere di non essere l’unico in famiglia che si è scrollato di dosso la tristezza e sta reagendo...:-) ps: a saperlo prima della figata di vodafone passport, cambiavo a vodafone già da tempo!!!
In aereo. Appena visto Deadpool. Mi ci voleva un film demenziale che togliesse un pó di pathos a questa giornata. Ho riso come un bambino demente. Davanti a me c'è una ciurma di 5 vecchie culone in attesa di entrare in bagno. Che si starà facendo il segno della croce. Adesso ho una difficile scelta davanti a me: sarà "Angry birds the movie" o "X-men apocalypse"?
Tra mezz'ora si atterra. Ho dormito mezz'oretta in tutto il viaggio, che era il mio obiettivo cosi crollo a letto stasera. Visti entrambi i film di sopra. Su X-men diro’ solo che Angry Birds la batte 10 a 0. Che delusione. Visto che manca poco, decido per una misura drastica. Non c'è miglior modo di iniziare quest'avventura che con un bel capitolo dei Griffin...
All'arrivo in aeroporto, passo il controllo passaporti e mi trovo un centinaio di militari di ritorno da qualche missione in attesa dei loro bagagli. Non credo vengano da nessun posto pericoloso perche' il clima è piuttosto rilassato. Ma quello che vedo mi meraviglia. Il modo in cui tutti, passeggeri inclusi, trattano quegli uomini - con tanto di applausi e mega bandiera di benvenuto "welcome to our troops” - mi commuove. Chi mi conosce sa quanto abbia le mie riserve sul mondo militare. Ma ancora una volta, non sto parlando di massimi sistemi. Sto parlando delle persone.
La valigia e’ arrivata. Grazie a dio.
Nel bus che mi porta al rental car rimango colpito dalla quantità di polizia che vedo x strada. Polizia dappertutto. Ho contato 15 volanti in un tragitto di 8 minuti, e sono convinto di averne persa qualcuna.
Albergo. Finalmente. La guida e’ stata piacevole. 35 minuti da aeroporto all’albergo, che e’ a 2 minuti a piedi da quello che da domani sara’ casa. Proveró a dormire ma non so se ci riusc
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