domenica 4 settembre 2016

T-1

Un giorno. Ventiquattro ore e spiccioli per salutare mia moglie, mio figlio, il mio paese. Si, perchè pur essendo nato in Argentina ("sono nato e morirò Argentino"), l'Italia é diventato il mio paese. So che sembra un controsenso, ma dentro di me non lo é. Sono entrambi il mio paese, solo in un senso diverso. Chiaro no? :-)
Quando ti prepari a lasciare il tuo paese succedono una marea di cose difficili da raccontare in un post.
Dal punto di vista organizzativo, 24 ore prima di partire ormai hai dato. Le scarole sono chiuse o quasi, la valigia é pronta o quasi, i saluti alla maggior parte della gente son fatti, i documenti son pronti, come lo sono stati le altre 300 volte che hai controllato. Quanto potevi fare da qui per facilitarti la vita appena arrivato l'hai fatto. Hai chiuso i tuoi conti in sospeso (o quasi), hai chiuso i tuoi conti in banca (o quasi), hai disdetto tutto il disdicibile.
Ti manca solo una cosa.
Hai 24 ore per fare i tuoi di saluti. Quelli personali. Quelli tuoi. Ed entri in una guerra tra il cervello ed il cuore che non puoi vincere. Sai che non puoi soccombere al terrore puro dell'ignoto, e capisci che serve razionalitá per non farsi troppo del male, ma il cuore si attacca ad ogni cosa, un odore, un colore, un suono, un abbraccio, per perdersi via. E fa male. Per quanto allenati, non ci si abitua al male di lasciare le persone. Beh, diciamo alcune persone. Altre si é felici eccome di levarsele di dosso.
Domani sará una giornata che non farò fatica a scordare. Ricorderò solo alcuni dettagli, ma il mio cervello si occuperá di cancellare il brutto momento. Mi ci vorrá qualcosa in più di 24 ore per farlo, ma penso che una buona dose d'alcool in aereo aiuterá.
Ci vediamo al di la della grande pozzanghera.

"Clavo mi remo en el agua
Llevo tu remo en el mio,
Creo que he visto una luz, al otro lado del rio.
El día le irá pudiendo poco a poco al frío
Creo que he visto una luz, al otro lado del rio.
Sobre todo creo que no todo está perdido
Tanta lágrima, tanta lágrima y yo, soy un vaso vacío
Oigo una voz que me llama casi un suspiro
Rema, rema, rema."



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