Spesso mi sono sentito chiedere il perchè ho deciso, a 18 anni, di lasciare tutto e partire da solo dall'altra parte del mondo. Per chi non conosce la mia storia, a quell'età mi sono trasferito dall'Argentina in Italia. Non credo di aver mai dato una vera spiegazione a nessuno, forse neanche a me stesso. Ma credo di aver sempre saputo il perchè.
Mi piacciono gli inizi, anzi, li adoro. Nell'inizio puoi creare o distruggere tutto quanto. Nell'inizio sei totipotente, la versione terrena del più celestiale "onnipotente".
E quindi con una lucidità che non penso di avere adesso a 30epassa anni, ho comunicato la notizia ai miei e da li a pochi giorni ho preso il mio valigino e sono partito. Sono partito con la promessa solenne a me stesso di non tradire i miei sogni e di scegliere tutto solo in base a questa promessa.
Ero totitopente, ero all'inizio della mia vita, ero dall'altra parte del mondo e dovevo solo rispondere a me stesso e ai miei sogni. Questo mi ha dato la libertà di sperimentare senza legami.
In realtà non ricordo un momento della mia vita dove non abbia sperimentato, ma farlo senza "constraints" è stata una sensazione di libertà mai provata prima e che ho sempre pensato di non provare mai più. Mi sbagliavo.
Non fraintendetemi, sperimentare non è tutto rosa e fiori. Sperimentare significa esporsi quasi certamente a sbagliare e a fallire. Ma anche significa non mollare finché l'obiettivo resta valido. Perchè il momento dove trovi la chiave di volta, dove colleghi i lembi, ripaga di tutto lo sforzo e ti da una sensazione di esaltazione unica. E crea dipendenza.
Già in Università, dopo qualche mese di sperimentazione in cose che non mi convincevano, ho capito che la combinazione di biologia e genetica mi attirava tantissimo. La prima volta che ho iniziato a studiare come "funziona" un animale, il mio cervello è letteralmente esploso. Scoprire che perfetta macchina siamo, e che ogni minima molecola ha un suo ruolo essenziale, mi ha portato a volerne sapere di più. E così sono arrivato alla genetica, alla base di tutta quella perfezione. Volevo capire come tutta quella macchina era stata disegnata. Ritenevo, e lo faccio ancora con piu' forza adesso dopo anni di studio, qualcosa di magico il fatto che il tutto inizi da due mezze cellule. Due, semplici, insignificanti, microscopiche cellule. Totipotenti. Come ero io. Quelle cellule potevano diventare quello che volevano. Un fegato, un cervello, un Ghandi o un Hitler. Hanno tutto il potere di farlo. Devono sono decidere cosa essere e farlo, ne hanno il pieno potere.
Come noi in questi giorni.
La richiesta del visto per gli Usa è stata approvata.
Abbiamo un inizio davanti a noi, grazie a quella promessa mantenuta.
E siamo totipotenti.
Stavolta, però, siamo in 3 e i sogni a cui rispondere sono molto più grandi.
Here we go...
Mi piacciono gli inizi, anzi, li adoro. Nell'inizio puoi creare o distruggere tutto quanto. Nell'inizio sei totipotente, la versione terrena del più celestiale "onnipotente".
E quindi con una lucidità che non penso di avere adesso a 30epassa anni, ho comunicato la notizia ai miei e da li a pochi giorni ho preso il mio valigino e sono partito. Sono partito con la promessa solenne a me stesso di non tradire i miei sogni e di scegliere tutto solo in base a questa promessa.
Ero totitopente, ero all'inizio della mia vita, ero dall'altra parte del mondo e dovevo solo rispondere a me stesso e ai miei sogni. Questo mi ha dato la libertà di sperimentare senza legami.
In realtà non ricordo un momento della mia vita dove non abbia sperimentato, ma farlo senza "constraints" è stata una sensazione di libertà mai provata prima e che ho sempre pensato di non provare mai più. Mi sbagliavo.
Non fraintendetemi, sperimentare non è tutto rosa e fiori. Sperimentare significa esporsi quasi certamente a sbagliare e a fallire. Ma anche significa non mollare finché l'obiettivo resta valido. Perchè il momento dove trovi la chiave di volta, dove colleghi i lembi, ripaga di tutto lo sforzo e ti da una sensazione di esaltazione unica. E crea dipendenza.
Già in Università, dopo qualche mese di sperimentazione in cose che non mi convincevano, ho capito che la combinazione di biologia e genetica mi attirava tantissimo. La prima volta che ho iniziato a studiare come "funziona" un animale, il mio cervello è letteralmente esploso. Scoprire che perfetta macchina siamo, e che ogni minima molecola ha un suo ruolo essenziale, mi ha portato a volerne sapere di più. E così sono arrivato alla genetica, alla base di tutta quella perfezione. Volevo capire come tutta quella macchina era stata disegnata. Ritenevo, e lo faccio ancora con piu' forza adesso dopo anni di studio, qualcosa di magico il fatto che il tutto inizi da due mezze cellule. Due, semplici, insignificanti, microscopiche cellule. Totipotenti. Come ero io. Quelle cellule potevano diventare quello che volevano. Un fegato, un cervello, un Ghandi o un Hitler. Hanno tutto il potere di farlo. Devono sono decidere cosa essere e farlo, ne hanno il pieno potere.
Come noi in questi giorni.
La richiesta del visto per gli Usa è stata approvata.
Abbiamo un inizio davanti a noi, grazie a quella promessa mantenuta.
E siamo totipotenti.
Stavolta, però, siamo in 3 e i sogni a cui rispondere sono molto più grandi.
Here we go...
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